Attraverso il nuovo Evo Medio

Barriere culturali da stravolgere: può riuscirci Bonali (Pd)? Ancora no, non si vedono novità all’orizzonte


A Cremona non si può, non se ne deve parlare. Qualcuno ci ha provato, ha indicato certi progetti al Comune, senza neanche ottenere risposte. Silenzio, congelamento delle idee, belle statuine mentre il mondo si evolve e stravolge, nel bene e nel male, con ingiustizia, spargimento di sangue, ma mettendo in movimento globale anche le idee. Che con Cremona non c’entrano. Di qui non passa globalizzazione culturale: solo negazione di diritti e spirito penitenziale, tagli su tagli e maledizioni.

Chiudere il catenaccio di casa non servirà, come non servirà allargare i confini delle Province per restringere quelli delle politiche giovanili e culturali. E qui non si desidera che il centrosinistra, dovesse vincere – dopo anni di vecchie lagne (Cremona gustosa?!?), di cooperative cattoliche che paralizzano la creatività di cui un Comune può ancora essere dotato – rimpiazzi e proponga un programma “analogo con modifiche”, limitandosi a far manutenzione dei vecchi apparati e contenitori, dei muri dei teatri e dei musei, considerando con raggelante timore chi voglia cambiare i connotati alla prigione di una tradizione spaventosamente perdente. Le strutture non vanno più usate, ma rovesciate, sconvolte, rifatte: il loro uso non dovrebbe restare lo stesso, perché la specie umana dopo alcuni decenni è un po’ cambiata. L’evoluzione si nota, il cambiamento si sente. A Cremona no, sembra di vivere in un eterno astorico ovattato presente fuori dal tempo. Invece ogni amministrazione, di ogni colore, non fa che adoperare gli stessi “giochi”, le stesse strutture, seguendo le istruzioni dettate dalla tradizione e da chi padroneggia pesanti pacchetti di voti e detta legge alla faccia dei cittadini e della democrazia.

Sarà Daniele Bonali, vincesse il centrosinistra, il nuovo assessore alla cultura? Quale sarà in tal caso la novità? Cambierà il pilota ma non la macchina? Si tratterà ancora di gestire musei, mostre che consistono semplicemente nell’appendere quadri, visitare qualche giardino e palazzo privato in più (museo diffuso) o cambierà sistema?

Sinora i cambiamenti di cui ha parlato il professore di lettere – una delle vittime del precariato degli insegnanti – non brillano. Non vuole scoprire le carte? Il centrosinistra deve ancora pensarci? Come anche il centrodestra? Allora siamo in tempo per fare qualche propostuccia che male non fa.

Il Partito democratico – questo blog lo dice con ampio anticipo, ma la lunga corsa verso le elezioni è già iniziata – si spieghi prima, convinca prima non solo l’elettorato paziente, riflessivo, affezionato, che tutto sopporta. Quell’elettorato fedele, “sicuro”, è uno zoccolo duro non molto giovane e poco propositivo. Si cerchino sostenitori e collaboratori tra le nuove generazioni, rovesciando modi e stili. Stefania Bonaldi ha dovuto imporsi sul suo stesso partito per vincere, ma non si è imposta sulla gente: l’ha ascoltata. Ci sono elementi “bonaldiani” di grande valore. Così, più che i soliti leader che vendono illusioni e cercano di convincere gli elettori altrui, occorrerebbe la rivoluzione copernicana del gruppo dirigente che ascolta.

E che, quando governa, ribalta la macchina amministrativa. Non si può restare prigionieri di consuetudini che uccidono la musica classica, che allontano il pubblico, che svuotano i musei, che soprattutto tengono i giovani alla larga dal Comune, un palazzaccio chiuso e polveroso dove contano solo pacchetti di voti, eminenze grige, mammuth, reperti degni di San Daniele Po, vecchi generali senza esercito o con un esercito ma privo di libertà di pensiero.

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Categorizzato in:politica, Si può amministrare in modo nuovo?

11 Risposte »

  1. Il tuo post, caro Paolo, è completamente condivisibile, a parte forse qualche dettaglio. Credo che l’intera impostazione delle politiche culturali (perché di queste stai parlando, ma il discorso vale per tutti gli ambiti) vadano ribaltato completamente.
    Fatte salve alcune tradizioni che vanno mantenute ed anzi potenziate, perché di queste si nutre la cultura profonda, quella da cui nasce tutto il resto, è certamente vero che occorre rendersi conto che il mondo è cambiato. Sono cambiati i musei, le mostre attirano solo quando proponi Cezanne o Raffaello, e Cremona non se le può permettere. Smettiamola di considerare solo i vecchi modi di proporre l’arte, la musica, la cultura. Ma cerchiamo anche chi i modi nuovi lì conosce, chi segue, chi sa. Non è con le solite persone, le stesse da vent’anni, che possiamo pensare di cambiare qualcosa. Ma come tu affermi giustamente, non è perseguendo l’interesse di singoli o di piccoli gruppi di potere che si può ottenere questo.
    Non occorre essere dei geni, basta guardare cosa succede fuori dal nostro guscio sicuro e inutile. E non è vero che servono un sacco di soldi. Certo, un cambio di prospettiva è fondamentale, capire che su questa partita si gioca davvero il nostro futuro è il prerequisito imprescindibile. Ma non è vero che servono cifre ingentissime per organizzare politiche culturali vincenti.
    Abbiamo davanti a noi una sfida importante, ma non è sui programmi che la sì potrà giocare, è sulle persone. I programmi non lì legge nessuno e sono solo parole al vento, le persone hanno una faccia, una storia, una credibilità più o meno spendibile. Chissà che i cremonesi sì facciano più attenti, dopo le scottature passate e recenti. Vedremo, Paolo, c’è tempo…

  2. Paolo, hai scritto un pezzo splendido che dimostra un grande talento.
    Cremona e i cremonesi dovrebbero essere fieri di avere questi gioielli in “casa” e dovrebbero valorizzarli prima che, come sempre, qualcuno più lungimirante ce le porti via.
    Condivido, ovviamente, quanto scrivi ma a me, ora, preme sottolineare l’aspetto artistico e professionale del tuo modo di fare giornalismo.
    Nella mia professione ho incontrato tante firme ridondanti ma nessuno con la tua passione e la tua dedizione, nessuno con il tuo coinvolgimento, nessuno con la tua voglia di trasmettere notizie, nessuno con tanta sete di oggettivita’. come te.
    Come lettrice sono entusiasta come cremonese orgogliosa.
    Complimenti
    Claudia Cremonesi

  3. Ne approfitto, allacciandomi al commento di Claudia, per dire due parole su Paolo Zignani e il suo blog. Che ormai è una realtà – giornalisticamente parlando – a tutti gli effetti. Seguita. Commentata. E – anche – temuta. Paolo lo conosco bene. E’ un Giornalista, con la ‘G’ maiuscola. Quindi un ottimo giornalista. Ma prima ancora è un amico. Che mi ha insegnato un sacco di cose. Magari senza volerlo, ma me le ha insegnate. Ha un solo “”difetto”", se così si può definire (lo metto tra doppie virgolette). Interpreta il nostro mestiere (sono un collega, sebbene con un miliardesimo della sua eperienza) in maniera idealista. Come dovrebbe essere, certo. Per questo ho scritto ‘se così si può definire’. Dice quello che pensa. Senza peli sulla lingua, avendo come unico faro la deontologia professionale. E la passione e la dedizione e il coraggio e l’etica, sì l’etica, di chi interpreta la questa professione nel modo in cui dovrebbe essere interpretata. So di non dire nulla che non sia un’ovvietà, almeno per chi segue ‘Quaderni corsari’. Ma al giorno d’oggi un talento come Paolo non può essere ingabbiato in un blog (beninteso: lunga vita ai blog, dove si leggono generalmente i pezzi migliori. Ma non perchè per la carta stampata lavori gente non in gamba: semplicememente non è libera). E’ assurdo. E mi fermo qui. Dimenticavo: Paolo è una brava persona.

  4. Mi trova d’accordo in tutto quello che Lei afferma e sottolineo che per la prima volta, dopo anni di professione nel mondo della comunicazione, mi trovo davanti ad una persona vera con un talento straordinario che credo lui, nella sua spontaneità, non sappia nemmeno di possedere.
    Paolo è molto intelligente e trattenendo molto i suoi slanci filosofici ha, infine, compreso perfettamente ciò che lei da amico ha ben sottolineato; credo che farà tesoro dei suoi consigli e nel mio piccolo anche dei miei, diamogli tempo per riordinare tutte le sue idee e per trovare una mediazione fra l’informazione e come dice lui il furore dei suoi sentimenti.
    Un po’ di pazienza, ma la vetrina è importante ed il blog può diventare molto più vivo ed interessante, se Paolo da filosofo sarà capace di acquisire una mentalità più distaccata nei comfronti delle notizie.
    Grazie di essersi inserito con le sue belle parole nel mio commento, Paolo ne sarà felicissimo e tutto ciò gli darò coraggio.

  5. INTROIBO AD ALTARE DEI.
    (….m’intrufolo tra i “tessitor” de laude)

    Forza, “gioventù”, sine esitazione, va là. Piuttosto…non “giriamoci tanto attorno”, l’ho capita, va là, volete PAOLO, IL SIGNOR PAOLO….”SANTO SUBITO”! Ma come lo immaginereste voi, il SIGNOR PAOLO “SANTO”? Potete (possiamo) solo immaginare quale IRREPRENSIBILE COMPORTAMENTO dovrebbe adottare per mantenersi in SANTITA’? Ed allora vo con un sagomaccio di un proverbio strapaesano: “Prìma se scùulta, e pò se pàarla”. Comunque…LUNGA VITA AL PAOLO (beneaugurante moltiplicatore di anni).

  6. ….le tue pussycats non vedono l’ora di giocare ancora con te, è vero sei fantastico!!!….

  7. IL SIGNORE SI CHE SE NE INTENDE.

    Il Signore di mezza età (l’altra mezza non si sa) non è giovane. Si è giovani una volta ma si può essere giovanili sempre. È molto curioso. Vorrebbe morire per vedere come va a finire. Capisce i giovani ma finge di non capire per dar loro la sensazione di essere importanti. Si vuole bene. È paterno ma non al punto di ringraziare la ragazzetta che gli cede il posto in tram. Evita le “belle da infarto”. Vuole essere rispettato, ma non troppo perchè il rispetto invecchia. [...]
    Ce n’ha per tutte; le sue “pussycats” LO ADORANO…Peccato che si stia scordando la corrertta coniugazione del verbo: LO ADORAVANO! Se solo fosse nato una trent’ina d’anni fa l’avrebbe comprata (lui) una apparecchiatura d’evasione ultimo grido per navigare nello spazio senza vincoli nè limiti, senza orari e senza orizzonti. Con altri come lui!

    “HA! SE AVESSI VENT’ANNI DI MENO!
    (testo della canzone e delle musiche di Bertolazzi, Marchesi, Beretta).

  8. BELL’ADONE GRECO, LA CHIMICA DELLE FARMACIE DELL’OLIMPO PUO’ FARE MIRACOLI E FARTI RITORNARE GIOVANE IN POCHI ISTANTI,
    AIUTATI CHE IL CIEL T’ AIUTA, VIENI A TROVARCI PRESTO, IL NOSTRO SHOW E’ MOLTO BELLO.
    PAOLINO SI E’ DIVERTITO MOLTISSIMO E FORSE CI DEDICHERA’ UNO DEI SUOI PEZZI MIGLIORI. E NOI GLI DEDICHEREMO QUALCOSA DI SPECIALE, LE RAGAZZE NE VANNO PAZZE.
    A BIENTOT BEL AMI

  9. A BIENTOT, INDISCIPLINE’ PUSSYCATS!

    Adone, Adone…Adone Carapezzi! Greco, Greco…dal profilo greco! Miracoli, miracoli….io fo le cose impossibili, per i miracoli…c’è tempo, va là! Paolino, Paolino…per me sarà sempre e solo il signor PAOLO! Paolo, che sovente: “Gà el paan ma gà mia i deent”, per lo mentre invece dovrebbe mostrarsi ancor più come colui il quale: “Cui deent che el gà…el garia de sgagnar de più”!

    Mi ricompongo, com’è d’uopo che faccia: “S’I FOSSE FOCO ARDEREI ‘L MONDO/ S’I FOSSE VENTO, LO TEMPESTEREI/ S’I FOSSI IMPERATOR, BEN LO FAREI E A TUTTI TAGLIEREI LO CAPO A TONDO/…………………
    SI FOSSE CECCO COM’I SONO E FUI/ TORREI LE DONNE GIOVANI E LEGGIADRE/ LE ZOPPE E VECCHIE LASSEREI ALTRUI”. (Cecco d’un Angioleri).

    La mia risposta non è un “NO”, ma un “MI DISPIACE”! FINE DELLA PUNTATA.

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  1. L’opposizione denuncia, conosce…. quindi…. può subire la fascinazione del Male! | Quaderni corsari

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