Riporto un articolo del Giornale di Paolo Berlusconi (Per leggere l’originale sul sito del quotidiano cliccare qui). Vero che in campagna elettorale lo scontro è necessario, garbato come a Crema pochi mesi fa, o duro come a Cremona nel 2009. Quel che lascia esterrefatti è che Salini riesca a dichiarare che Pizzetti avrebbe offerto il proprio sostegno. E la smentita non arrivò mai. Meglio guardare avanti… In seguito lo stesso Pizzetti ha criticato Salini, in particolare per la pessima gestione politica della discarica d’amianto. Ed è entrato nel mirino dell’Inviato “speziale”.
Cè chi lo ricorda giovanissimo vendere auto usate. Chi lo rivede qualche anno dopo pretendere il pedaggio al casello autostradale. E chi, ancora, ne rammenta in giacca e cravatta le promesse da parlamentare. Tutti, comunque, disponibili ad offrire anche unaltra chicca su Giuseppe Torchio, onnipresente esponente del centrosinistra: «Gli è riuscito di affondare Cremona nellisolamento».Leit motiv che non fa vivere al meglio allombra del Torrazzo e che, dunque, spinge gli elettori a voltare pagina. Come? Scegliendo la Provincia che cresce che è il claim elettorale del candidato Pdl alla presidenza della Provincia Massimiliano Salini. «Chi mi ha voluto? A fare il mio nome è stato Giancarlo Giorgetti. Sì, Giorgetti della Lega. È stato il primo a segnalarmi al presidente Roberto Formigoni. Come mai? Sa che sono sul territorio, che mi occupo delle ex municipalizzate e che voglio dare un valore aggiunto alla Provincia».Piace Salini anche a chi suo malgrado è costretto a (ri)sorbirsi Torchio. «A nemmeno ventiquattrore dalla mia designazione mi ha chiamato lonorevole Luciano Pizzetti, ex segretario regionale Ds e oggi responsabile nazionale Pd per il federalismo. Che mi dice? Complimenti a parte, lui e tanti suoi amici sono preoccupati davanti alla sventura di un altro governo provinciale con Torchio and company». Massimiliano Salini spiega naturalmente il perché di questo secco giudizio made in Pd sul suo competitor: «Sanno che dietro il faccione che spunta dai manifesti non ci sono contenuti. Conoscono il modo di governare del mio sfidante, che non ha soluzioni per i problemi».Virgolettati dettati al cronista da chi – pur essendo il più giovane aspirante presidente di Provincia – sa come le strade della politica siano infinite e come quelle percorse dal candidato del centrosinistra siano davvero poco gloriose. «Evidente sia ai cittadini che ai foresti quanto pesante resta il distacco di Cremona dalla Regione Lombardia. Le polemiche, le tante polemiche locali su infrastrutture, politiche ambientali e agricoltura si sarebbero potute evitare se il nesso tra listituzione Provincia e quella regionale fosse stato più fluido». Come dire: «Occorrono risposte più rapide ed efficaci ai problemi del territorio». E di «problemi» Cremona ne ha: «Serve una nuova capacità produttiva per il sistema agroalimentare; occorre realizzare nuove opere e potenziare la rete viaria, ferroviaria e navigabile; bisogna guardare alle persone».Messaggio chiaro a tutti che Salini declina nelle strade e nelle piazze grazie anche ad un gruppo di amici da sempre impegnati sul fronte della solidarietà e che, ovviamente, vogliono favorire il cambiamento ossia «non ne possiamo più dellonnipresenza invadente di Torchio e dei suoi pasdaran».E mentre la «Provincia che cresce» e che il 6 e 7 giugno si stringe attorno a Massimiliano Salini si butta pancia a terra nella campagna elettorale, laltro candidato continua a giocare sugli equivoci sapendo di non poter più contare sulla compattezza del centrosinistra. Clima ben diverso nel Pdl dove, è sotto gli occhi di tutti, Salini rappresenta tutte le forze della coalizione: «Non devo fare liste civiche o raggruppamenti per affrancarmi in modo equivoco come fa il mio sfidante». Già, quelli che vogliano la Provincia che cresce non vagheggiano ma offrono la certezza che dopo le parole ci sono i fatti.gianandrea.zagato@ilgiornale.it


INTESA COL NEMICO? SI CHIAMA TRADIMENTO!
Che ci fossero delle contraddizioni in casa PD e che continuino ad esserci, è cosa nota ed evidente. Ma la presa di posizione del sig.Pizzetti nel 2009 esplicita queste contraddizioni ed addirittura fa emergere una tacita intesa col “nemico” in occasione delle elezioni provinciali del 2009 a Cremona, come sostiene un articolo del “Giornale” dell’epoca.Questo episodio gravissimo sul piano morale ed etico, ma anche politico può servire a spiegare anche alcune “tolleranze” che il sig. Pizzetti ha manifestato in altre circostanze politiche successive nei confronti della giunta di centro-destra di Salini. Come ad esempio sulla vicenda della discarica di amianto di Cappella Cantone, dove Pizzetti ha preso posizione quasi alla fine della vicenda, quando ormai i cittadini avevano disvelato l’insensatezza di quella discarica e la corruzione che ci stava dietro. Prima, il Pizzetti si era messo “in mostra” col silenzio,o con posizioni generiche ed ambigue.Anche in altre circostanze politiche( Tamoil e caso Arvedi), il noto esponente del PD di Cremona non si è certo distinto in pratiche di opposizione alla giunta di centro-destra.
In conclusione, che Torchio nel 2009 abbia perso le elezioni per poco, dimostra che il partito, allora ferreamente controllato dal Pizzetti, non aveva utilizzato in pieno la sua “potenza di fuoco” e anche questo, probabilmente ha contribuito alla sconfitta dell’on. Torchio.
Se l’Onorevole P. non ha appoggiato il proprio candidato, deve avere avuto dei buoni argomenti per disimpegnarsi. Quali? Se si fosse realmente disimpegnato, possibile che l’altro “grosso” esponente PD consigliere in Regione non abbia avvallato?
E poi come farebbe a “controllare” gli elettori senza che altri sottoposti o la base non lo vengano a sapere? Immagino i giri di e-mail…
PD sentiva di essere ai minimi e ha cercato di limitare i danni, magari barattando incarichi nei vari consigli di amministrazione delle innumerevoli aziende “scatola” pubbliche? Si possono escludere affari trasversali?