Attraverso il nuovo Evo Medio

Caso Arvedi, appello di Giuseppe Torchio alle istituzioni cremonesi per un incontro pubblico a settembre

Ezio corradi, allontanato dall’Osservatorio, protesta: il comune di cremona non ha risposto a due lettere, è da censurare. Stramba la decisione di indire un Osservatorio a porte chiuse!

Si è tenuta oggi 18 marzo 2013 la riunione dell' "Osservatorio Arvedi" convocato dal Comune di Cremona.
L' Assessore all'Ambiente del Comune di Cremona, Francesco Bordi (tra l'altro dipendente di ARPA Direzione di Cremona), ha fatto allontanare dalla "Sala della Consulta" del Consiglio Comunale, sede dell'incontro, il Vicepresidente del Coordinamento Comitati Ambientalisti Lombardia, Ezio Corradi.
Prima di lasciare la "Sala della Consulta", Ezio Corradi ha ricordato all'Assessore Bordi la mancata risposta da parte del Comune di Cremona alle sue due lettere del 20 agosto 2012 e del 5 ottobre 2012 riguardanti la prima lettera la richiesta del Coordinamento Comitati Ambientalisti Lombardia di partecipare all' "Osservatorio Arvedi", mentre la seconda lettera poneva l'attenzione su una serie di richieste legate alla presenza dell'Acciaieria Arvedi sul territorio (rumori, fumi, inquinamento, sversamenti delle siviere, scorie).
Ci pare davvero stramba la forma di "Osservatorio chiuso" adottata dal Comune di Cremona: l'acciaieria Arvedi è in mezzo alle case di Spinadesco e Cavatigozzi (frazione di Cremona), i suoi "effetti" (rumori, polveri, fumi si espandono su un'area vasta, "tutt'altro che chiusa" e che comprende anche i Comuni di Sesto ed Uniti, Acquanegra Cremonese, Crotta d'Adda, Monticelli d'Ongna, Castelvetro Piacentino e la città di Cremona a partire dalla frazione Cavatigozzi, a Picenengo, a Casanova del Morbasco (frazione di Sesto ed Uniti) a Costa S.Abramo (frazione di Castelverde).
Da censurare le mancate risposte da parte del Comune di Cremona alle due lettere del Coordiamento Comitati Ambientalist Lombardia e la scelta del Comune di Cremona rappresentato dall'Assessore all'Ambiente Francesco Bordi di tenere la riunione dell' "Osservatorio Arvedi" riservata per i soli membri "nominati" e "chiusa" ai cittadini.
Questa è la seconda volta che l'Assessore all'ambiente del Comune di Cremona Francesco Bordi zittisce ed allontana da una riunione che ha per oggetto l'Acciaieria Arvedi il vicepresidente del Coordinamento Comitati Ambientalisti Lombardia Ezio Corradi: il caso precedente si è verificato in occasione dell'incontro fra Cittadini di Cavatigozzi e Comune di Cremona del 5 ottobre 2012: la scusa accampata dall'Assessore Bordi era che a quella riunione non erano state invitate altre associazioni ambientaliste per cui si sarebbe trattato di disparità di trattamento, dimenticando che Ezio Corradi era apresente anche con una specifica "delega a rappresentare" rilasciatagli da cittadini di Cavatigozzi.
Democrazia, partecipazione, tutela della salute e dell'ambiente, in questo caso dell' "Osservatorio chiuso", appartengono ad un altro pianeta, non a Cremona!

Coordinamento Comitati Ambientalisti Lombardia


Le Istituzioni cremonesi dovrebbero contribuire a comporre un conflitto, diversamente avviato verso una irriversibile escalation di contrapposizioni e cattiverie.

Invece non s’ode battito d’ala se non quello degli avvocati.

Il consigliere provinciale Giuseppe Torchio

E se celermente non si correrà ai ripari, antipolitica e dissociazione mieteranno nuove vittime ingrossando i movimenti di protesta.

Il generale agosto dovrebbe portare ad una riflessione.

A settembre proporre un incontro, magari all’Abbadia della Cava, vicino ai preziosi affreschi della Chiesa Parrocchiale, messi in copertina nella bella pubblicazione della Provincia nel 2008: “Il Patrimonio Ritrovato”.

Un patrimonio che attende interventi,  attiguo al luogo principe del dibattito della popolosa frazione, dove incontri, confronti e scontri pubblici sono di casa.

Basterebbe la volontà politica, quella stessa che, allora attraverso la mia Giunta Provinciale, aveva portato al Comitato di Spinadesco che chiedeva analisi e verifiche ambientali, la risposta dell’Università di Genova con dati ed analisi puntuali per inquinamento atmosferico e polveri sottili.

Gli oneri furono assunti dall’industria siderurgica.

Le analisi furono fatte e resi noti i contenuti.

E per comparazione sono stati fatti esami anche sulla fauna selvatica…

Ora penso si tratti di riprendere il bandolo della matassa.

Evitare comportamenti estremamente reattivi.

Non cadere nei fuochi fatui delle promesse non mantenute.

Sono richiesti approfondimenti ambientali e interventi di garanzia da parte di Enti o realtà esterne?

Si trovi il sistema di farli e si dia alle maestranze della fabbrica ed alla popolazione ogni certezza.

E come s’è fatto, meritoriamente ed “in house” per l’Ilta di Robecco, con magnifica sinergia pubblico-privato, si realizzi, inoltre ed anche qui, quella ciclabile fino alla “polveriera” di Picenengo, così fortemente attesa dalla popolazione.

Perché alla Cava non possono aspettare le calende greche del “terzo ponte” che vede la “ciclabile” come opera compensativa da ben due milioni di euro.

Con i “chiari di luna” su Centro Padane la definizione della questione si allontana.

Se il sedime stradale, attiguo alla Codognese e già delle tramvie provinciali, può essere rimesso in servizio, con una somma decisamente di gran lunga inferiore, si potrà realizzare anche questa necessità per la sicurezza degli abitanti.

Non un baratto, ma un’esigenza.

Giuseppe Torchio

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