Oggi ai cittadini di Cavatigozzi che hanno chiesto chiarimenti a tutte le autorità (Procura, Arpa, Comune di Cremona…) è arrivata un’altra lettera raccomandata da parte dei legali di Giovanni Arvedi. Il noto industriale dell’acciaio vuole che gli abitanti della zona, i vicini di casa dell’acciaieria, chiedano scusa, e se non lo faranno dovranno risarcire i danni. C’è una scadenza per le scuse, che dovranno essere pubbliche, secondo la richiesta arvediana: il 31 agosto. Un mese scarso dunque per pensarci, se cedere all’industriale o no. Chi non chiederà pubblicamente scusa dovrà risarcire i danni. E chi starà zitto dovrà ugualmente risarcire i danni, come se il suo silenzio valesse la conferma di chissà quale diffamazione. Un’insistente campagna stampa del giornale di Arvedi e della Libera agricoltori ha continuamente definito “criminale” chi parla di diossina, senza però riferirsi ai cittadini di Cavatigozzi. “Criminali” è l’espressione che sarebbe stata usata dal direttore cremonese dell’Arpa Giampaolo Beati. Ma può un gruppo di cittadini diffamare un industriale noto a livello internazionale? La diffamazione dovrebbe, immagino, avere portata internazionale, e invece della lettera se n’è parlato solo a Cremona.
La lettera di Arvedi contesta il fatto che nella famosa lettera dei 94 si parli di continue denunce all’Unione europea: ma non sono state fatte dai cittadini di Cavatigozzi quelle denunce. I 94 citano soltanto quelle denunce, presentate da associazioni ambientaliste, che si sono rivolte a Marco Caldiroli di Medicina Democratica: nel mirino di Caldiroli tre acciaierie. E da quando le denunce sono segreto di Stato? E dov’è l’aspetto diffamatorio, visto che non ci sono sentenze ma appunto denunce, cioè ipotesi? E dato che non c’è colpevolezza senza sentenza? Sorprende anche il fatto che Arvedi abbia cambiato studio legale.
Grande tumulto a Cavatigozzi, stupore, incertezza. Non si capisce che cosa voglia ottenere l’industriale miliardario da 94 cittadini che chiedono solo meno rumore e accertamenti sulla qualità dell’aria.
E’ però difficile immaginare che un industriale della fama di Giovanni Arvedi venga infangata da una lettera di 94 cittadini che lamentano inquinamento acustico (effettivamente rilevato dall’Arpa) e presenza di diossina (rilevata già nel 2009 da un istituto genovese, quando i limiti passavano la soglia prevista dall’Unione Europea, 16 milionesimi di grammo per metro cubo anziché 10 secondo la norma attuale: e fra quattro anni entrerà in vigore la soglia europea).
Si stenta a credere che i clienti dell’acciaieria Arvedi, che vanta tecniche di produzione molto avanzate e prodotti di alta qualità, siano condizionati da una lettera inviata al Comune, all’Arpa, alla Procura ecc. ecc. che non riguarda la qualità della produzione dell’acciaieria, ma la qualità della vita nei paraggi della fabbrica, alla quale si è aggiunta una zincheria. Chi acquista da Arvedi profilati d’acciaio paga il valore dei medesimi, non di quel che pensano i cittadini che stentano a dormire la notte oppure che si preoccupano per la qualità dell’aria, che del resto, come rilevato dall’Arpa, a Cremona è particolarmente scadente. Per 109 giorni l’anno i limiti vengono superati, e non è che la centralina di Spinadesco constati profumo di fiori anziché pm10 in abbondanza.
Situazione paradossale. Si inizia a dubitare che l’industriale in fondo voglia rompere con Cremona. Che non si trovi più a suo agio come se tutti volessero far chiudere il gruppo industriale, quando al contrario tutte le istituzioni, e anche i sindacati, sono apertamente schierate con Arvedi. Non si vede quindi un danno così tremendo procurato da 94 cittadini!


il Comune, come ho già avuto occasione di dire,deve fare la sua parte, non può lasciare soli i cittadini, di Cavatigozzi che ,è evidente,esprimevano un disagio e non avevano certo intenzioni diffamatorie. il Comune, in quanto istituzione più vicina ai cittadini, deve farsi promotore di un chiarimento delle posizioni che si ottiene solo con il confronto ed il dialogo e garantendo ai cittadini adeguati strumenti di informazione e partecipazione.
ancora la signora ruggeri. ma lei quando ers assesore cosa ha fatto per non lasciare sola la gente? non credo abbia titolo per parlare. del senno di poi ne sono piene le fosse
SOLIDARIETA’ AI 94 CITTADINI DI CAVATIGOZZI, IO SONO LORO COMPLICE MORALE!
Ancora metodi vessatori e al limite del ricatto vengono usati dalla “nota” acciaieria Arvedi contro chi osa criticare il suo operato. Non ci si deve far impaurire. Le denunce contro le irregolarità bisogna continuare a farle senza timore, perchè siamo dalla parte della ragione sia morale che giuridica. Dopo l’estate bisognerà riprendere la mobilitazione per sconfiggere l’arroganza e per difendere la salute dei cittadini. Il diritto alla salute è prioritario e bisogna contemperarlo col diritto al lavoro. Rifiutiamo i ricatti di chi si sente potente e quindi arrogante.
Giorgio Riboldi de SU LA TESTA l’altra Lombardia