Il presidente del consiglio è, comunque, tenuto a riunire il consiglio in un termine non superiore a venti giorni quando lo richiedano un quinto dei consiglieri o il sindaco, inserendo all’ordine del giorno le questioni richieste. In tal caso, l’avviso, con il relativo elenco, deve essere inviato ai consiglieri almeno tre giorni prima di quello stabilito per l’adunanza. Le questioni richieste dal quinto dei consiglieri o dal sindaco dovranno essere trattate prima di eventuali altri oggetti, assicurando, comunque, la trattazione di oggetti che rivestono carattere di urgenza, ai sensi di specifiche norme di legge.
Ed eccolo qui sopra, svettante come la chioma di una giovinetta palma, il comma 5 dell’art. 11 dello Statuto comunale! Basta un quinto delle firme dei consiglieri (quaranta in tutto, dunque otto) per convocare un consiglio. Che bisogno c’è quindi di rincorrere altri otto consiglieri che magari vanno al mare o al lago per un giorno o due, vista l’ondata di calore – notizia clamorosamente ciccata da La Provincia di Cremona, troppo impegnata a menar gramo a sinistra perché ha paura di perdere Comune e convenzioni eccetera eccetera.
Anche quando si raccolgono firme a sostegno di una petizione, i richiedenti arrivano al numero necessario. Se servono 120 firme perché raccoglierne 5mila? I cittadini aventi diritto di voto poi sono molti di più. Il numero minimo è quello, inutile strafare. Il metodo della convocazione da parte di una minoranza ha un significato profondo: serve a tutelare le minoranze. E’ un principio liberale di grande rilievo. Bastano solo otto consiglieri per convocare un consiglio comunale, non una maggioranza alternativa, neanche un gruppo consiliare tutto intero come quello del Pd (13 consiglieri). Ecco perché non si impazzisce nella caccia della nona firma quando se ne hanno otto! Tutto qui!
Massimo Cacciari batté Felice Casson perché i militanti convinsero gli ex missini a votare Cacciari contro il comunista Casson, sostenuto da Rifondazione. Andrà così anche a Cremona? Ma c’è un limite a tutto…
Sì, faceva più notizia il caldo che le liti gonfiate a dismisura nel Partito democratico. Diranno adesso i soliti malvagi che voglio fare l’avvocato del Pd. Ma va là. Quel che conta è il vero. Se no ci si perde, non ci si capisce più nulla. Amicus Plato, magis amica Veritas. Che poi è il nome dell’acqua di Venezia, come l’ha battezzata l’ex sindaco Massimo Cacciari, quello che ha battuto Felice Casson anche con i voti degli ex missini. Ma questo lo dico solo per confondere le idee.
Meglio, bazolianamente parlando, ammettere un errore e ripiegare con onore che incaponirsi nel dimostrare il teorema che porta all’isola che non c’è.
Possibile che il segretario cittadino Daniele Burgazzi abbia mentito clamorosamente? Che Pizzetti abbia mentito clamorosamente? Ci sono vedute diverse, ma la spaccatura è quella che c’è stata nel Pdl, in questi giorni a Crema, o nella Lega a Cremona un po’ di tempo fa. Il Pd ha tanti altri problemi che porta con sè ab ovo per colpa delle manie di Veltroni. Comunque i consigli comunali si convocano con otto firme, o addirittura per volontà del sindaco, ma il sindaco se ne guarda bene, figuriamoci!
C’è un dibattito aperto dentro il partito. Assisteremo quindi a chissà quante illazioni. Per riequilibrare alcune incertezze del Pd ci vorrebbe a mio avviso una bella alleanza ammazza-destre, come a Crema, con un sindaco sveglio e giovane come Stefania Bonaldi. Qualcuno sarà d’accordo, altri no. Ma questa era solo un’opinioncina fra le tante.
p.z.


DIBATTITO APERTO DENTRO IL PD: MAH!
(….vo a braccio, sdrammatizzando “solo” lo sdrammatizzabile).
E’ bello il mondo, il mondo è bello…solo perché è vario. Io “ci” ho un’altra idea rispetto alla vostra, signor Paolo. Voi lo appellate “Dibattito aperto dentro il Pd”, qualcun altro (non già perché se lo sia inventato, capiamoci bene, va là, a scanso di equivoci!) la chiama “Spaccatura all’interno del Pd”, noi popolino composto da elettori più o meno omogenei come la dovremmo stigmatizzare codesta noiosa, insopportabile, dannosa, evanescente “manfrina” tra i soliti “quattro dell’ Ave Maria”, scapigliati per dogma di fede e i rimanenti altri “sette fratelli per sette sorelle”? Beh, guardate, giusto perché sono in vena di suoni onomatopeici, personalmente la definirò così: “Bim, bum, bam, din, don, bla, bla, bla….SPLASH!”. Ecco, codesto ultimo “suono” fa al caso nostro (e vostro). Notare, please, che sono stato fin troppo permissivo poiché mi sarei altrettanto “tanto” compiaciuto in definizioni da sballo quali: “Da una parte i soliti arroganti decapitatori di sfidanti lame a collo nudo, dall’altra assennati faziosi cavillatori di pseudo discriminazioni”. Qua l’orecchio, signor Paolo: chissà quando (la forma impersonale m’è d’obbligo) SI ANDRA’ IN VER LA’ DOVE CI PORTA IL CUORE!?. “Il pan ci manca, sul ponte sventola bandiera bianca”. Metafore, simbolismi, allusioni: porca miseria, ne abbiamo pieni i….(che fa anche rima, toh!). Nota di servizio: vi siete accorto che coloro i quali sottoscrivono un documento, una richiesta, una formulazione di intenti (guarda caso!) siano sempre i medesimi che hanno “vedute di idee” diverse dagli altri sempre i medesimi? Chiamatelo pure “Dibattito aperto”…chiamatelo, salvate pure la forma…salvatela, ma la sostanza (che assomiglia più ad una conclusione) …l’è tutta un’altra cosa. Chiudo nella consapevolezza che voi, signor Paolo, non avete convinto me così come io non ho convinto voi (del resto non “ce” n’era reciproca pretesa), tuttavia il rispetto per le “diverse chiavi di lettura” ci accomuna. Almeno quello! Ricordiamoci “però” che non sempre TUTTI I SANTI FINISCON IN GLORIA. Citazione di turno: “Non imponiamo loro nessuna bardatura: non impennacchiamoli. Quelli di ieri hanno fatto così; NOI NO! Noi li dobbiamo lasciare liberi. Si stancheranno di stordirsi, di ballare o camminare come gregge o a passo comandato. Quando nessuno li stordirà con sermoni o lusinghe o minacce, essi si guarderanno intorno con i propri occhi, giudicheranno con la propria testa e prenderanno posizione”. (don Primo Mazzolari). Più guardo al Pd cittadino più mi accorgo di stare tra “UN FUNERALE FELICE ED UN MATRIMONIO INFELICE”. Si accettano repliche “non di facciata”…però.
ghergos
parleranno i fatti. Che diceva l’ultimo romanzo di Umberto Eco, “Il cimitero di Praga”? Che l’autore scrive quel che i lettori già sanno e di cui vogliono conferma. Si è creato il fattoide, cioè il mito del Pd sempre diviso, e per forza bisogna dire sempre così. Poi a Crema vince il Pd, come a Monza e in tante altre città (Torino ecc.). Ma i giornalisti alla Bazoli continuano a dire che il Pd ha perso e che è spaccato. Andate avanti così che porta bene. Io poi sto con la Federazione della Sinistra perché credo che il riformismo abbia bisogno di essere stimolato e tanto
RISPOSTA SECCA!
Mi auguro tantissimo (viceversa non mi sarei cotanto infervorato) che anche a CREMONA VINCA IL PD, COME A CREMA…….ANCHE A CREMONA, “cimancherebbealtro”. Ultimamente, poi, “fo” un poco fatica, ma solo un poco, a convincermene. Alla prossima e sempre Buon Lavoro, signor Paolo! Per l’intanto mi corre l’obbligo di esplicitare (a quei due o tre miei amici di partito che poco masticano la corrente terminologia) che FATTOIDE è una errata o una dichiarazione fabbricata, formata e affermata come un fatto, ma senza alcuna veridicità. Ecco, appunto!
io invece sono uscito da rifondazione perchè di revisionismo,pardon riformismo,grondavano i muri di via Soldi.Dove ci ha portato il riformismo di Bertinotti?Lui nella sua villa con piscina e pensione da presidente camera in toscana e noi come l’aretino pietro.Dove ci ha portato il riformismo propugnato dai segretari locali alla Gianmario di granitica fede bertinottiana? noi sempre a correre come l’aretino pietro loro in qualche fugace scranno d’assessore.E per non farci mancare nulla ora abbiamo il nipotino vendolista.
No pasaran