Istruttivo comunicato del consigliere regionale veneto del Pd Graziano Azzalin. In Lombardia è il contrario. Ci sono Comuni che non vedono l’ora di discutere con la Stogit, gruppo Snam, o l’Enel, per avere uno stoccaggio di metano. Se Romanengo dirà no, chiedendo pesanti opere di compensazioni, e Dello, provincia di Brescia, ha deliberato il suo no, un altro Comune in provincia di Cremona sembra pronto a subentrare a Romanengo e a trattare con Enel. La Regione pare sorda, forse dispersa, non se ne hanno molte notizie. Dov’è la programmazione? E il ministero? Ci manda solo documenti firmati di nascosto senza coinvolgere gli abitanti, come a Bordolano? La parola a Graziano Azzalin.
Terremoto, Azzalin: “Un motivo in più a sostegno della validità del provvedimento che vieta le attività di ricerca, di prospezione nonché di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi nel nostro sottosuolo, da me promosso e votato all’unanimità dal Consiglio regionale del Veneto, per stoppare preventivamente la ricerca, lo sfruttamento e la coltivazione degli idrocarburi nel nostro sottosuolo. L’Emilia Romagna ci segua su questa strada”.
ROVIGO
“La Pianura Padana si è svegliata nel cuore della notte scoprendosi zona sismica: un motivo in più a sostegno della validità del provvedimento che ho promosso e votato all’unanimità dal Consiglio regionale del Veneto, con grande senso di responsabilità, per vietare le attività di ricerca, di prospezione nonché di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi nel sottosuolo delle province di Venezia, Rovigo e Padova, anteponendo la sicurezza del nostro territorio ad ogni possibile speculazione. Spero che anche la Regione Emilia Romagna segua questa strada e prenda come modello il nostro progetto di legge statale, offrendo un ulteriore stimolo al Parlamento per legiferare in tempi rapidi”. Il consigliere regionale Graziano Azzalin, senza addentrarsi nelle “sterili polemiche del giorno dopo” e nelle speculazioni relative ad una possibile consequenzialità fra le attività in corso nel sottosuolo e il terremoto di questi giorni, sottolinea come le recenti affermazioni del ministro dell’Ambiente Corrado Clini sullo stoccaggio sotterrano del metano in Emilia Romagna, “sono da salutare con favore, in quanto un ulteriore serio richiamo al principio di precauzione: non credo che, di fronte a eventi come quello che ha colpito la nostra pianura, si possa continuare a giocare agli apprendisti stregoni, abbagliati da possibili guadagni, drammaticamente irrisori quando poi si dovessero verificare conseguenze sul piano del dissesto idrogeologico”
“Con la strada intrapresa sia dal punto di vista normativo che da quello della convergenza politica – aggiunge Azzalin – il Veneto si pone come modello di riferimento per gli altri territori fragili e si mette al riparo da eventuali evoluzioni normative, come quella che era contenuta in una delle tante bozze del decreto Milleproroghe, con la quale si favorivano proprio la ricerca e lo sfruttamento di idrocarburi dal sottosuolo. Anche in Emilia Romagna abbiamo trovato interlocutori attenti a questo tipo di proposte, ma ora rinnovo l’invito è ad accelerare i tempi. Anche perché il Parlamento, chiamato a legiferare sul tema, potrebbe ora essere ulteriormente incalzato a farlo con tempestività”.
In conclusione, l’esponente democratico esprime la propria “vicinanza e sostegno ai cittadini colpiti dal tragico evento che, è bene ricordarlo, sono anche in Polesine. Se è vero infatti che i danni subiti aldilà del Po sono incommensurabilmente maggiori rispetto a quelli registrati nelle zone rivierasche, non capisco perché le realtà in provincia di Rovigo siano state completamente escluse dai provvedimenti emergenziali del Governo. Con le dovute priorità, si consideri che vi sono state abitazioni e realtà produttive gravemente danneggiate anche oltre i confini regionali dell’Emilia Romagna”.


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