Il caso di via Protti continua a bruciare. Deo Fogliazza legge le dichiarazioni del consigliere comunale Daniele Bonali e resta colpito: Bonali chiedeva prove della presenza di Aldo Protti in quella zona. Sono state pubblicate. Quindi Daniele Bonali come Elena Guerreschi, che votarono su via Protti un sì condizionato alla presentazione di prove, deduce Fogliazza, dovrebbero ritirare il consenso all’intitolazione della via.
Un malanno mi ha tenuto lontano per qualche giorno. Leggo solo ora le elaborazioni del sig. Bonali. Come dire? L’insostenibile leggerezza del non essere….. Per modificare la propria posizione sulla vicenda pretende una documentazione che – dice – “un anziano, rispettabilissimo (bontà sua!!) partigiano” non ha ancora mostrato. Davvero, non c’é peggior sordo di chi non vuol sentire. Il “Foglio Notizie” firmato dallo stesso Aldo Protti nel 1948 dice e documenta in maniera esplicita ed inequivocabile di dove si trovasse lo stesso Protti dai primi di Luglio 1944 al 29 aprile 1945. Cosa vuole di più il sig. Bonali? Una videoregistrazione dei 10 rastrellamenti che in quel periodo ebbero luogo in Val Susa? Una foto ricordo del gruppo di fascisti cremonesi lassù operante? Ipocrisia, opportunismo, negligenza, presunzione sono i termini che per primi mi vengono in mente. D’altra parte, a Cremona, c’é chi non si è sorpreso più di tanto di queste ineffabili posizioni bonaliane.


Se i due consiglieri comunali eletti nella lista del PD ritireranno o meno il proprio consenso, in fondo, mi interessa poco o punto.
Mi interessa molto di più, invece, nell’ordine, sapere quale sia il parere:
a) del gruppo consigliare del PD in Consiglio Comunale;
b) della Segreteria cittadina del PD;
c) della Segreteria provinciale del PD.
E quali conseguenze politiche ne potranno essere tratte.
Purtroppo non ho molte speranze che si riesca a giungere ad un chiarimento, visto che in venti mesi la questione non è mai stata affrontata (nè, quindi, risolta).
Ma noi vecchi ulivisti – democratici ed antifascisti – abbiamo la testa dura, dunque non molliamo la presa…. se la questione merita. E vi assicuro che questa questione merita perché è paradigmatica di una situazione più complessiva e sinceramente preoccupante.
Sì, credo anch’io che sia stato un primo brutto segnale di come si sarebbe poi incanalata l’opposizione al neofascismo cremonese (ormai di questo è il caso di parlare, visti gli spazi largamente concessi a forze, simboli, manifestazioni neofasciste a Cremona e provincia negli ultimi mesi). Discutere di “prove” in quelle condizioni è privo di senso, visto che il personaggio in questione è stato (e a quanto risulta orgogliosamente e senza la minima traccia di ravvedimento o pentimento) fascista sino all’ultimo dei suoi giorni. I fatti successi in montagna sono un “di più” terribile, ma del quale non si sarebbe neppure dovuto discutere in condizioni di coscienza e rispetto delle fondamentali della Repubblica così come risulta (tuttora e per ora) sancita dalla Costituzione: democratica e antifascista.
Chi ha votato a favore ha fatto un gravissimo errore; che non mi pare sia sanabile con un tardivo ritiro del voto. E non solo il PD si dovrebbe esprimere nettamente sulla questione, visto che in teoria tutte le forze politiche del quadro istituzionale dovrebbero essere democratiche e antifasciste.