Il terreno della nuova zincheria Arvedi, che sorge accanto all’acciaieria, apparteneva fino a due anni fa in parte all’istituto per il sostentamento del clero e in parte al signor Rugarli di Annicco, già dirigente di Forza Italia del circolo di Soresina, dopo una carriera da dirigente bancario (era direttore regionale del Credito commerciale). Memorabili le battaglie del circolo di Forza Italia per ottenere finanziamenti per il Robbiani, come anche quelle del Comune, allora guidato dal sindaco Giuseppe Rocchetta. Infine i finanziamenti per il Robbiani furono concessi dalla Regione che delibero 12 miliardi e 78 milioni di lire nel ’98. Ma il Robbiani venne poi trasformato in poliambulatorio. La Regione ha puntato sul nuovo polo sanitario, che viene realizzato dalla Robbiani srl dopo la gestazione curata da Claudio Cogorno (ex vicepresidente di Arkimedica ed esponente di grido della Compagnia delle Opere).
L’Istituto per il Sostentamento del clero, le cui finalità sono espresse dal nome stesso, è proprietario di terreni e di immobili sul territorio della diocesi di Cremona. Si tratta di lasciti e donazioni effettuate dai fedeli. In alcuni casi si tratta di terreni pregiati. Celebre il caso del terreno di Castelleone, capitato anch’esso in un’area industriale e poi coinvolto in una complessa e annosa controversia con ricorsi al Tar. Di fatto l’Istituto che ha sede vicino alla curia vescovile è stato ed è un operatore economico di rilievo, considerate le proprietà, o meglio la loro posizione strategica.
Come nel loro diritto, tornando alla lingua del territorio di Sesto che serpeggia tra Spinadesco e Cavatigozzi, i proprietari hanno deciso di vendere. Occorreva però un cambio di destinazione d’uso. Che è stato concesso dal Comune di Sesto. Battuta la vecchia guardia di Rossetti e Caccialanza, è stato il giovane e rieletto sindaco Carlo Angelo Vezzini, tramite l’ufficio tecnico e gli organi preposti, secondo il dovuto iter burocratico, a presiedere al cambio di destinazione d’uso. Figura estroversa e brillante, il sindaco di Sesto quando è stato eletto era iscritto alla Libera agricoltori. Per una clamorosa combinazione, la moglie è figlia di un noto funzionario del Pd, già vicesindaco di Cremona. Tutto molto cremonese, una vicenda che forse più di ogni altra rappresenta l’intreccio di poteri cremonesi (quale manca?) che si ritrovano uniti anche senza volerlo (non alludo né a illegalità né a malignità di alcuno: vender terreni si può eccome). Legalmente corretto e politicamente intricato. Quel che non torna, come hanno scritto e sottoscritto 94 cittadini di Cavatigozzi, frazione di Cremona, è quel rumore dell’acciaieria che toglie loro il sonno.
Paolo Zignani


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