Dolore, lacrime, ammirazione, entusiasmo divampano ancor oggi e sempre arderanno negli animi di chi s’accosta alla poesia di Ezra Pound, grande poeta statunitense morto tragicamente nel manicomio criminale di Sant’Elizabeth per aver sostenuto il regime fascista e la Repubblica di Salò. Le idee di Ezra Pound in materia economica vanno semplicemente rispettate e discusse, la sua grande e tormentata poesia ha segnato un’epoca, ma il nome Casapound, quel nome dato da gruppi di neofascisti, quel vergognoso accostamento di gruppi neofascisti da cui sono derivati atti di orribile violenza al nome di un poeta, proprio Ezra Pound, la cui grandezza va ben oltre il fango che su di lui potrebbe ricadere dalla sua stessa appartenenza fascista, quel nome di Casapound mette i brividi. Un nome usurpato, calpestato indegnamente, per ultimo, da Gianluca Casseri, che frequentando Casapound ha trovato ispirazione per uccidere a colpi di pistola due senegalesi a Firenze – solo per ricordare l’episodio di cronaca nera – solo perché erano senegalesi. Ezra Pound fu catturato dai partigiani, consegnato agli Stati Uniti, processato e condannato per tradimento. Gli sopravvive la sua tormentata poesia, non la sua fede politica.
La figlia di Ezra Pound, inorridita dal duplice omicidio di Firenze, ha denunciato il movimento neofascista chiedendo alla giustizia italiana che l’uso del nome fosse interdetto a quei gruppi. L’avvocato dei neofascisti, Domenico Di Tullio, ha ribattuto dubitando della legittimità del grado di parentela fra Mary de Rachewiltz, 86 anni, e ha chiesto di presentare l’atto di riconoscimento della figlia da parte del padre. Infatti in un primo tempo il poeta non riconobbe la piccola Mary: ammise la paternità solo successivamente. Ci vorrà tempo prima che le autorità statunitensi rilascino il documento. Per questo la prossima udienza, che si svolge a Roma, si terrà il 2 ottobre, come deciso dalla presidente della prima sezione del tribunale civile Daniela Bianchini.
Ci si può anche domandare perché quei gruppi neofascisti usino il nome di Ezra Pound. Non sono cultori di poesia, né di letteratura né di arte del Novecento. Sono seguaci di quel che di Pound è morto tragicamente, il suo impegno politico.
Un figura enigmatica e straordinaria, quella di Pound, carica di passione, di drammi storici, di genio. Qualità che a coloro che infangano il suo nome, come sostiene la figlia del poeta, non importano. In democrazia ciascuno è libero di professare l’appartenenza che vuole. Ma Casapound non è un circolo culturale.
E’ un movimento politico di ultra-destra che si ammanta del nome di un grande poeta per non intitolarsi in modo sospetto. A Cremona la questione non sembra interessare molto. Cremona, presa da tutt’altre questioni molto più importanti, non sembra preparata a prendere sul serio il pericolo di una diffusione delle idee neofasciste, che in tutta Europa trovano molti sostenitori. Perché poi il Comune di Cremona ospita così facilmente Casapound quando Firenze ancora prova orrore per la morte dei due senegalesi? Con quale giustificazione? Perché il sindaco Oreste Perri non si pone un dubbio, dato che esiste un processo aperto e con una motivazione così grave, che si aggiunge all’orribile gesto di Firenze?
Casapound afferma di difendere i piccoli imprenditori, gli artigiani, i lavoratori da Equitalia! Si lascerà che il messaggio passi serenamente? La stampa locale è apatica. Piuttosto che affrontare il problema politico, parla del disagio dei negozianti per l’impiego eccessivo di forze dell’ordine. Ragazzate. Una vecchia storia.


Commenti recenti