Attraverso il nuovo Evo Medio

L’inutile ponte sul Po che conduce verso gli affari di pochi


Il terzo ponte dei dubbi e dei misteri meraviglia anche Rainews24, che alle 14.30 ha mandato in onda un servizio sui pro e contro del futuro terzo ponte sul Po che convince finora soprattutto i suoi possibili autori, poiché attua un modello di sviluppo in stile anni ’50 quando i flussi di traffico necessari a giustificarla non risultano e di richieste per insediamenti di nuove aziende che possano beneficiare di una simile infrastruttura nemmeno se ne vede l’ombra.

Il direttore di Autostrade centropadane Francesco Acerbi ha sostenuto di fronte alla telecamera di Rainews24 che l’opera è stata inserita nel programma dal ’95 per dar continuità alla Paullese e alla Cispadana, dando uno slancio al traffico fra Milano e l’Adriatico, fra la bassa Lombardia e l’Emilia del Nord: “Le grandi opere si fanno ogni 40 anni” ha insistito il direttore Acerbi. Ma c’è questo flusso di traffico? Il giornalista Vittoriano Zanolli ha affermato che questi flussi di traffico non sono documentati. Vale la pena dunque spendere tanti soldi per un’infrastruttura che ha tutta l’aria di non servire, anzi, come dicono gli ambientalisti dopo due ricorsi al Tar e all’Unione Europea, porta il traffico pesante vicino a un oleificio (lo Zucchi), un deposito di gpl (quello dell’Abibes che lo lavora) e a un’acciaieria (Arvedi). Il sindaco di Cremona Oreste Perri parla di crisi economica, di imprese lì lì per chiudere, ma quando la giornalista gli chiede se ci sono richieste d’insediamento di aziende in quella zona, nei pressi del futuro terzo ponte, la risposta è un chiaro no.

Passano le immagini del fiume Po (ormai già di fatto canalizzato, sostengono i fautori delle grandi opere), e la giornalista chiede a uno strano destino: “Allora perché fare il terzo ponte?”. Tantopiù che l’assoindustriali di Cremona non ha inserito nel piano delle opere il terzo ponte. L’associazione di piazza Cadorna voleva che la zona industriale sorgesse vicino all’A21, non dall’altra parte della città ma non è stata ascoltata. D’altronde la costruzione dell’A21 è iniziata senza che l’opinione pubblica fosse adeguatamente informata, come ricordano le persone con i capelli bianchi. La Cremona-Brescia non è stata preceduta da un dibattito vasto e dalla presentazione e discussione pubblica dei progetti e dei programmi come oggi si fa. Cremona si è ritrovata l’A21 in quella posizione a giochi fatti, senza poter più intervenire sul progetto.

L’ex sindaco di Pizzighettone Pierantonio Ventura, ex Forza Italia oggi battitore libero, ha affermato che è “assurdo costruire un’opera come il terzo ponte per Cremona e non l’area industriale di Tencara” aggiungendo poi che il progetto è anti-ecologico.  ”Ma la Regione – sostiene l’ambientalista Carlo Baroncelli – tutela le oasi naturali e nello stesso tempo anche le infrastrutture come quella che si vuole realizzare”. L’Isola del Deserto, per i comitati contrari al terzo ponte, corre un pericolo e Francesco Acerbi quasi ne sorride: “La valutazione d’impatto ambientale è stata concessa con il parere di fior di docenti e poi noi non costruiamo, se realizzeremo noi l’opera, sull’Isola del Deserto bensì passeremo a Nord. Sull’Isola poi ci sono forme di vita precaria, una vegetazione che si rinnova di tanto in tanto”.

Curiosamente dopo 11 anni di progettazione e procedure burocratiche e autorizzative al terzo ponte manca solo il cantiere e non si sa chi lo avvierà, né se ci saranno i soldi: oltretutto la concessione Anas assegnata a Centropadane è scaduta il 30 settembre del 2011. Acerbi spiega che non si sa nemmeno se si farà una gara per l’assegnare una nuova concessione, che sarà trentennale. Forse lo Stato si terrà la concessione. A Centropadane spettano comunque 230 milioni di euro maturati al 30 settembre: il subentrante dovrà versarli alla società di cui sono azionisti il Comune, la Provincia la Camera di Commercio di Cremona, gli stessi enti di Piacenza e la Camera di Commercio e la Provincia di Brescia. Pierantonio Ventura parla di “interessi di tutte le parti politiche”: centrodestra e centrosinistra si confondono un po’. Nel ’98 fu firmato il patto Pizzetti-Vezzoni, fra Pd e Forza Italia, che garantiva continuità amministrativa sulle infrastrutture chiunque governasse gli enti locali.

Una pensionata conclude il servizio di Rainews24: “Speriamo che i soldi non ci siano”.

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Categorizzato in:cremona, pd, Pdl

1 Risposta »

  1. ottima ricostruzione, che non lascia dubbi sulle ragioni per cui dovrebbe essere costruita l’opera.

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