
Ci si appella anche al re d’Italia, a Vittorio Emanuele III, a un regio decreto del ’33 pur di non pagare quel tributo apparso come un fantasma a scuotere a suon di raccomandate di Equitalia le gelide giornate dei cittadini già perseguiti dai ben più severi spettri di Monti e della Bce! Qualcuno, almeno casa Savoia, ci salvi dalle tasse a sorpresa che giustificazione non hanno agli occhi del tartassato ceto medio!
Non che il vecchio monarca possa molto ancor oggi, tuttavia il suo decreto del ’33 è ancora in vigore. Non è un’azione da nostalgici, quella del gruppo d’opposizione Soresina Libera, che medita già una moderna class action, nella speranza che i cittadini vogliano vederci chiaro sulla tassa emersa dalla nebbia. Per ora il ricorso è interno al Consorzio con riserva di intraprendere combattive vie legali. La tassa è sulla casa, ma che vantaggio riceve un’abitazione dall’attività svolta da un Consorzio di bonifica come il Vacchelli di Cremona? Dovrebbe chiarirlo per legge un piano di classifica redatto dal Consorzio stesso, ma questo documento non è noto. Il dubbio non sembra infondato, perché si parla di tasse arrivate a sorpresa ai proprietari di immobili. Sarebbero gli immobili ad aver giovato delle bonifiche: d’altro non si parla, né di qualità del servizio idrico, né dell’agricoltura, né del sistema di irrigazione o di qualità della vita in generale. E’ tutto da dimostrare che ogni abitazione abbia ricevuto tali vantaggi dal Consorzio.
Ma al di là delle questioni di carattere legale sollevate dall’Unione consumatori di Cremona, il cui responsabile è Luigi Bellini, da tanti anni impegnato in queste battaglie, emerge un dato: i cittadini non sono stati avvisati preliminarmente e nemmeno sapevano che il Consorzio esistesse.
In un primo tempo alcuni Comuni hanno reagito sconcertati, con rassegnazione, visti i tempi in cui agli enti locali arrivano solo cattive notizie. “Se è una tassa non si può far altro che pagare” ha dichiarato in prima battuta un assessore di Soresina, Fiorenzo Lodi, con molta amarezza, mentre Felice Resmini, suo “quasi” compagno di scuola, sosteneva che il ricorso è possibile.
Formalmente è possibile ma ha speranze?
Il Comune di Soresina, Fiorenzo Lodi compreso, si è poi rivolto con altri Comuni al Consorzio chiedendo il rinvio del pagamento, poi concesso: due mesi di ossigeno in più per organizzare incontri pubblici.
Il Consorzio di via Battisti 21 non ha tolto la tassa. Il gruppo d’opposizione “Soresina Libera” ha pubblicato sul proprio sito www.soresinalibera.it il modulo del ricorso, che si può scaricare e stampare on line, come ha fatto pure il Comune di Casalbuttano sul proprio sito www.casalbuttano.it. Tutti i Comuni della zona fra Soncino, Soresina e Pizzighettone hanno chiesto a via Battisti di spiegare ai cittadini quale spirito maligno li sta tormentando.
Soresina Libera si appella ai Savoia, o meglio al regio decreto del ’33, emanato ai tempi di un altro Cavaliere ma chissà mai, è ancora in vigore. C’è l’obbligo di trascrizione in Conservatoria e il Consorzio dei Savoia e del Cavaliere non ha tenuto conto, anche se tutti i governi successi al dopoguerra hanno tenuto in vita questo regio decreto. Emetti un tributo? Trascivi in Conservatoria. Ecco tutto.
L’unione dei consumatori si riferisce a provvedimenti più recenti e ugualmente validi. Manca il piano di classifica che giustifichi il tributo (minimo, somme da 6 o 7 euro cadauno, ma anche di 60 o 70 in alcuni casi). La Regione ha stabilito che la tassa minima è 15 euro e via Battisti ha battuto un primato regionale: la tassa non copre o quasi i costi di emissione e di pagamento da parte dell’utente.
E’ tempo comunque di cittadinanza attiva. I cittadini non sono granché assistiti dalle pubbliche amministrazioni torturate dai tagli di finanziamenti, dai blocchi delle assunzioni, da nuovi e vecchi oneri. Non val più la pena affidarsi con tutto il proprio spirito a funzionari assetati – inevitabilmente – di fondi, tasse, soldi e forse anche protagonismo. Meglio dubitare e controllare, consultare le leggi e comunque battersi perché prevalga il buon senso. La legalità da sola, dopo anni di berlusconismo e di leggi scritte da persone notoriamente poco raccomandabili, non può più accontentare il grande pubblico delle famiglie e degli onesti cittadini.


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