Povertà, castità e obbedienza. Ecco i voti professati dai pii ciellini dei Memores Domini, nucleo di Comunione e Liberazione, di cui Formigoni fa parte da anni. La preghiera e la vita in comunità (“ci aiutiamo come amici” ha spiegato il presidente della Regione in un’intervista) sono più ispirate se si svolgono in un’amena palazzina costruita da Salvatore Ligresti, già condannato per tangenti durante Tangentopoli e tornato in libertà dopo due anni e quattro mesi di affido ai servizi sociali, patteggiata e scontata la pena. Dei Memores Domini, coloro che pur vivendo immersi in questa valle di lacrime, nella dura realtà laica e spinosa ma anche discretamente politicizzata, ha parlato l’Espresso nell’ultimo numero (2 febbraio 2012), senza mancare di segnalare come in via Villani 4, dove Ligresti costruì la palazzina delle preghiese e del mutuo aiuto fra cattolici (“non è una comune”, ha precisato Formigoni in un’intervista di qualche anno fa a Vittorio Zincone=). Tra i devoti c’era anche Alberto Perego, “fiscalista milanese degli studi Sciumè e Interfield”, come scrive il giornalista Paolo Biondani, grande nome della cronaca giudiziaria.
Ma perché Biondani, così accurato, assimila i due studi Sciumè? Alberto e Paolo Sciumè hanno oggi un profilo ben diverso, come tiene a far sapere in più occasione lo stesso Albertò Sciumè, il cui studio Sciumè & Zaccheo è consulente e ispiratore del presidente della Provincia di Cremona Massimiliano Salini?
Paolo Sciumè è ufficialmente chiacchierato perché coinvolto nel crac Parmalat: già ai domiciliari e poi processato, era consigliere d’amministrazione di una delle società di primo piano del gruppo Parmalat. Alberto Sciumè ha preso le distanze dal fratello Paolo: è il grando avvocato, l’uomo nuovo, pulito, che non ama essere accostato a Paolo. Alberto è dal novembre 2011 presidente di una Fondazione regionale per la ricerca sanitaria, e svolge anche un ruolo politico di primo piano a Cremona come vicepresidente dell’A21 e presidente di Stradivaria (la Cremona-Mantova).
Biondani non distingue gli Sciumé, pur senza emettere accuse.
Alberto Sciumè è anche socio di Perego nella Interfield, importante società di servizi amministrativi alle imprese (consulenze legali, giuslavoristiche, di gestione aziendale). Perego è stato interrogato dal pm milanese Alfredo Robledo, lo stesso che si occupa anche della discarica d’amianto di Cappella Cantone.
Il pm Robledo, come riferisce Biondani, aveva chiesto spigazioni a Perego su un conto corrente svizzero chiamato Paiolo, dove sarebbero stati depositi anche 829mila dollari versati dalle industrie militari di Finmeccanica. Perego ha smentito e Formigoni è arcisicuro dell’innocenza del memor domini Alberto Perego, tuttavia il processo “sta per aprirsi”, scrive Biondani. Anche perché la Svizzera il 12 gennaio ha trasmesso il documento che riporta i nomi di chi ha goduto del Paiolo, un conto corrente aperto addirittura nel 1991. Il primo beneficiario è Perego, ma compare anche un mister X, un tesoriere di Comunione e Liberazione, la cui identità non è mai apparsa nelle inchieste italiane e dunque si avvale del segreto bancario svizzero. E tuttavia esiste.
Formigoni ha qualche guaio, visti i favori ricevuti, le vacanze in yacht, per gli accusatori “regalate”, e ha anche espresso dubbi su Nicoli Cristiani (“un errore” ricandidarlo).
Il problema di Cremona è che Alberto Sciumè è tutt’altro che estraneo ad Alberto Perego: ne è anzi socio in Interfield. E appare uno stretto legame fra un gruppo di persone che grazie a Formigoni e Cielle hanno conquistato un potere in Lombardia sul quale la magistrature apre dei processi. Alberto e Paolo Sciumè, ci dice Biondani, non sono semplicemente avvocati di grande importanza professionale. Ci sono questioni giudiziarie che li coinvolgono, nel caso di Paolo, o li lambiscono, come nel caso di Alberto, tutt’altro che semplice “professionista” con un ruolo “tecnico”. Alberto Sciumè è coinvolto in una politica su cui è necessario far piena luce. Massimiliano Salini però non ha perso occasione di affidarsi a lui. Cremona è bersaglio di interessi politici sui quali gravano dubbi non casuali, perché gli elettori nulla hanno saputo di queste complicazioni giudiziarie, e dalla Regione non giungono spiegazioni. La questione della discarica d’amianto è stata messa dalla Regione nella Regione di Salini e Sciumè, avvocato che ha mandato un suo collaboratore al Tar di Brescia contro il ricorso Lameri cereals, ditta che ha minacciato di chiudere e trasferirsi se la discarica si realizzerà.
Non sembra molto opportuno esprimere incondizionata fiducia a chi coltiva amicizie tanto riservate con persone che stanno per finire sotto processo. Non sarebbe male se Salini cambiasse consulente. Non sarebbe una cattiva idea se Alberto Sciumè accettasse di parlare e rispondere a ogni domanda. Ma questi raffinati professionisti appaiono molto lontani da Cremona: essi rispondono a dinamiche di potere che di cremonese, di radicato nel territorio e trasparente all’elettorato non hanno nulla.
Nè sembra brillante la risposta di Formigoni, secondo il quale le inchieste che investono la Regione riguardano “persone di diverse parti politiche, anche la Lega”, come se fosse normale essere sotto inchiesta. Certo, anche su Penati ci sono ombre, eccome. Le persone che svolgono funzioni pubbliche, come dice la Costituzione all’articolo 54, “hanno il dovere di compierle con disciplina ed onore”, e l’articolo 4 afferma che ogni cittadino ha il dovere di concorrere al progresso materiale o spirituale della società.


Poverta’ ,castita’ , obbedienza .
poverta’ ,non mi sembra facciano grandi sacrifici.
obbedienza , la pretendono dagli altri.
castita’ ,per ottemperare probabilmente si fanno inchiappettare.
I sacrifici li facciamo noi per ottenere in cambio un’amministrazione odiosa. Se si trattasse solo di una banda di gay sarebbe meglio!!!
insomma non i Bambini di Dio, ma i Banditi di Dio..
Moda, cinema, musica, arte… chi aspira ad emergere in un uno di questi ambiti, che fa? Frequenta, si fa vedere con, appare, e questo basta, soprattutto a chi guarda. In fondo chi non cerca un potere o un riconoscimento, piccolo o grande che sia? Mai stati in quei ristoranti o pizzerie alle cui pareti appare il proprietario ritratto con questo o quell’altro personaggio? E se lo fa il ristoratore, tanto più chi vive di soldi pubblici, stipendiato o no. Così va il mondo. Il genio e l’uomo libero son di altra stoffa e si vedono meno per gli occhi già pieni.