La nota di sintesi già consegnata all’assemblea dei sindaci è quella dei consulenti dell’ufficio Ato della Provincia di Cremona, fra i quali spicca l’avvocato Guffanti dello Studio Alberto Sciumè & Zaccheo. Viva la libertà d’opinione e di parola, tuttavia il referendum ha manifestato una ferma volontà politica: l’acqua non è adatta per essere gestita dal privato. E i signori consulenti, ben compensati hanno professionalmente considerato “residuale” il modello di gestione in house, quando varie province sceglievano proprio quella via. Tale nota di sintesi si trova ancora esposta al pubblico sul sito del , dove peraltro il sindaco Daldoss ha aperto una libera consultazione on line con i cittadini, che così possono inviare per email i propri pareri.
Tuttavia non che il privato sia di per sé un avversario di chi ha votato sì ai referendum. E’ l’acqua che è un bene comune e un simbolo della vita stessa. Senza acqua non c’è vita. Nel centrodestra non pochi chiedono “perché l’acqua e non il gas?”. La direttiva europea Bolkestein per la verità è stata da molti contestata; l’imprenditore privato farebbe gli interessi generali se investisse in prodotti nuovi sul mercato (non pochi i settori che all’estero si sono sviluppati più che in Italia), non sui servizi pubblici sostituendo lo stato e le sue articolazioni per ottenere un guadagno garantito da bollette e canoni. Resta l’acqua da difendere: che non diventi anch’essa merce con valore di mercato, quando secondo la disponibilità di acqua sul globo terracqueo si vive o si muore.
Nella serata organizzata dal Pd in sala Zanoni, ieri sera, una signora del comitato Acqua pubblica, Francesca, ha chiesto “che le consulenze dello studio Sciumè vengano lasciate nel cassetto: non hanno nemmeno considerato la possibilità di costituire un’azienda speciale: hanno scritto che l’in house è residuale per favorire la società mista”.
Lo studio Alberto Sciumè & Zaccheo ribatterà pure che i consulenti erano due: da Sciumè & Zaccheo proviene Guffanti, consulenti giuridico-legale, mentre l’altro consulente aveva compito economico-finanziario. Ma la musica è la stessa e il risultato per il Comitato Acqua Pubblica è un disastro.


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