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Ex Inam, Perri protesta dopo il silenzio di Salini. Il centrosinistra chiede una verifica all’ospedale


Una scossa di terremoto, scuole evacuate in via Palestro. Non ci sono stati danni. Se ce ne fossero stati, ecco il poliambulatorio di viale Trento Trieste a disposizione di eventuali persone sotto choc. Per qualunque esigenza il poliambulatorio è stato collocato dall’ospedale Maggiore, un tempo gestito da consiglio d’amministrazione cremonese, proprio nel punto strategico, dove serve, in centro storico. Anche perché la sanità privata sarà pur vantaggiosa in vari casi, ma non è adatta all’emergenza, offre servizi d’altro tipo. Libertà ci vuole, ognuno però svolga il proprio ruolo, in modo complementare, secondo concordata programmazione. Lo diceva persino Cannatelli, un po’ tardi rispetto alla riforma Borsani ma lo diceva come pure l’Asl dieci anni fa.

Non tutti avevano creduto che la Regione avrebbe realizzato un centro universitario nell’ex Inam. I costi di ristrutturazione sarebbero stati consistenti. Possibile, dopo 2,7 milioni di euro di tagli imposti da Formigoni a Cremona? Comunque il sindaco di Cremona Oreste Perri rappresenta il cremonese di centrodestra ma di buon senso. Ha voluto crederci: vista una promessa di mantenimento dei servizi, con medici specialisti in centro, ha pensato che il patto sarebbe stato rispettato e così, notata l’agra delibera dell’azienda ospedaliera ha protestato con un’intervista al giornale La Provincia. In Provincia, Salini e Schiavi hanno rifiutato persino il confronto.

Al centrosinistra e a Rifondazione, come sostiene il comunicato dei capigruppo dell’opposizione in consiglio provinciale, la protesta di Perri è interessata: il problema esiste, non è un’invenzione polemica. Non viene gradito dagli avversari di Perri il silenzio del consiglio comunale, criticato dalla capogruppo del Pd Maura Ruggeri, ma piace il ruggito dell’olimpionico, tanto più dopo l’appiattimento della giunta provinciale sulle posizioni dell’ospedale Maggiore, un enclave della Regione, una struttura sequestrata dalle politiche di Formigoni, che a Cremona ha perso addirittura contro Scarfatti nel 2005, stravincendo nelle altre province. E allora perché Salini non interviene, perché tace, perché si occulta nei suoi video su Youtube, nelle sue pagine su Facebook e chissà in quali altri eterei luoghi, mentre gli stessi suoi avversari vogliono che l’amministrazione provinciale sia voce del territorio, si faccia sentire, tratti, discuta, costringa i signori della sanità milanese ad accorgersi che Cremona merita confronto alla pari, perché è terra di persone riflessive, serie, pacate. Nessuno, come dimostra il comunicato seguente, prepara le cinque giornate di Cremona: è stata solo chiesta una pacifica, serena verifica.

Ecco il testo integrale del comunicato dei capigruppo in consiglio provinciale:

E’ stupefacente che la maggioranza provinciale abbia respinto la presa di
posizione e lo stesso Ordine del giorno finale presentato dai capigruppo di
minoranza a seguito dell’iniziativa assunta da diverse migliaia di cittadini
contro la chiusura del Poliambulatorio e del polo socio-sanitario di viale
Trento e Trieste (ex Inam).

La maggioranza che governa la Provincia si è appiattita su una relazione
dell’assessore Silvia Schiavi che dà l’esatta fotocopia delle affermazioni
del Direttore generale, Mariani, rifiutandoci ogni possibilità di verifica.
E’ sorprendente che il Comune di Cremona, per bocca del sindaco Perri,
respinga invece la posizione del direttore dell’Ospedale in quanto
inadempiente rispetto agli impegni a suo tempo assunti anche per il Polo
universitario della sanità per il quale non si registra alcun impegno
concreto.

Avevamo già riferito di questo argomento anche in relazione
all’atteggiamento della precedente Giunta provinciale, la quale aveva
sconsigliato una destinazione scolastica dell’immobile a causa degli enormi
costi necessari alla sua riqualificazione. Risulta inoltre inadeguato il
trasferimento negli angusti uffici di via Dante degli ambulatori.

E’ difficile comprendere perché una semplice richiesta di verifica delle
condizioni riferite dai responsabili delle realtà sanitarie cremonesi e non
attuate abbia portato ad una difesa assurda ed a riccio di situazioni
vivamente deplorate dallo stesso sindaco di Cremona.

I Capigruppo di minoranza in Consiglio Provinciale

Giuseppe Torchio, Andrea Virgilio, Clarita Milesi,
Giampaolo Dusi

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